Manifestazioni ed Iniziative

Concerto di Mezz’estate e l’Arte del Territorio

Se ai giorni nostri Antonio Vivaldi è uno degli autori più eseguiti nelle sale da concerto, non soltanto in Italia, deve apparire oltremodo paradossale che ciò sia il frutto di una rinascita di interesse verso il compositore veneziano relativamente recente. Si pensi che prima del secondo dopoguerra Vivaldi era noto a una cerchia ristretta di addetti ai lavori, più in relazione alla esegesi bachiana dei suoi lavori che al suo talento di autore. Per contro, oggi, dissipato il velo d’oblio che ammantava l’opera del grande veneziano, egli può definirsi uno degli autori più cari al grande pubblico, considerato l’alto grado di riconoscimento di cui godono diverse sue opere, in primo luogo le celeberrime "Quattro Stagioni".

Tratte dalla raccolta "Il cimento dell’armonia e dell’inventione" op. VIII, edita ad Amsterdam presso Le Cène nel 1725, le "Stagioni" rappresentano uno dei momenti più alti dell’arte vivaldiana. Si tratta di quattro concerti per violino solista, archi, cembalo e continuo, dove alla forma rigida del concerto solistico (l’armonia) si unisce, carica di tensione effettistica, l’onda del fantastico e dell’immaginifico (l'inventione), sotto forma di un descrittivismo musicale che ha origine da un impulso poetico.

Alla base delle immagini musicali evocate dalle "Stagioni", vi sono infatti dei sonetti, uno per ogni stagione, di gusto vagamente arcadico, e lo stesso compositore non si è peritato di inserire nella partitura quei versi che avevano ispirato questo o quel momento musicale. "Giunt’è la Primavera e festosetti/ La salutan gl’augei con lieto canto…".

 

Il programma della serata

 

Momenti della serata

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